Tribunale di Roma – Ordinanza 13 luglio 2016, Dott. Donatella Casari

Licenziamento per giusta causa – abuso dei permessi ex art.33 L.104/1992 – diritto di controllo del datore di lavoro anche tramite investigatori privati – sussistenza –contestazione riferita all’utilizzo dei permessi per finalità estranee all’assistenza – sussistenza – insindacabilità delle modalità per raggiungere il fine assistenziale

Una lavoratrice subiva un licenziamento per giusta causa per abusivo utilizzo dei permessi ex L.104/92 ed in giudizio forniva la dimostrazione che l’arco orario in cui erano stati fruiti i permessi e le modalità di luogo ed organizzative con cui l’assistenza era stata resa, in particolare fare la spesa, cucinare e occuparsi del lavaggio della biancheria in luogo diverso da quello di abitazione dell’assistita, erano coerenti con il raggiungimento della finalità di assistenza tenuto conto che ella non era in grado di guidare né di utilizzare mezzi pubblici e che l’abitazione dell’assistita era sita a notevole distanza.

Il Tribunale di Roma ha affermato che, sebbene il datore di lavoro abbia il diritto di operare verifiche anche tramite investigatori privati in merito all’impiego delle ore di permesso concesse al dipendente per assistenza di parente disabile onde verificare se l’utilizzo dei medesimi avviene per finalità estranee all’assistenza ed eventualmente , all’esito, contestare la fattispecie di “abuso del diritto verso il datore di lavoro e l’ente previdenziale”, non gli è concesso sindacare le modalità con cui una famiglia, in ragione degli impegni, possibilità e caratteristiche di ciascun membro di essa, compresi quelli più strettamente attinenti il dipendente direttamente coinvolto, organizzi il raggiungimento delle finalità di assistenza previste dalla norma.

Avv. Filippo Aiello

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