A cura di Stefania Ciaschi.

Ad integrale riforma della sentenza del Tribunale di Roma che aveva escluso il diritto di una lavoratrice dipendente di una azienda ospedaliera in A.S., di ottenere il riconoscimento del suo diritto a proseguire il rapporto con il cessionario dell’azienda stessa, sul presupposto della integrale disapplicabilità dell’art. 2112 c.c., alla stregua dell’art. 47 comma 4bis legge 428/90, e della disciplina speciale prevista per i servizi pubblici essenziali dal D.Lgs. 270/99 e dal D.L. n. 347/2003, la Corte di Appello di Roma – Sez. Lavoro ha adottato una interpretazione “conforme” all’art. 5 n. 3 Direttiva 2001/23/CE del cit. art. 47 co. 4 bis, affermando che tale disposizione “non consente, in caso di trasferimento di un’impresa di cui sia stato accertato lo stato di crisi, ma non oggetto di una procedura aperta in vista della liquidazione dei beni, la deroga al diritto del lavoratore alla continuazione del rapporto di lavoro con il cessionario ed alla conservazione di tutti i diritti che ne derivano”; ha escluso che “la normativa di protezione dei diritti dei lavoratori nelle procedure di trasferimento d’azienda non sia applicabile in re ipsa nel settore dei servizi pubblici essenziali, perché tale deroga non è prevista dalla direttiva europea”; con riferimento alla fattispecie decisa, riguardante un piano triennale di risanamento, ha comunque escluso la derogabilità dell’art. 2112 c.c. ad opera, sia dell’art. 27,co. 2 lett. b bis) e dell’art. 56 del D.Lgs. 270/1999 perché aventi riguardo a programmi della durata massima di un anno (la cessione dei c.d. “rami secchi”), sia dell’art. 63, co. 4 D.Lgs. 270/1999, in quanto “contiene un rinvio mobile all’art. 47 l. 428/1990”, sia dell’art. 5, co. 3 ter D.L. n. 347/2003 in quanto applicabile “sì alle imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali, ma con riferimento limitato al personale dei vettori aerei e delle società derivanti”.
La sentenza ha, quindi, conclusivamente dichiarato il diritto della lavoratrice al trasferimento del suo rapporto alle dipendenze della impresa cessionaria con ogni conseguenza in ordine alla riammissione in servizio ed al pagamento delle retribuzioni non percepite.

Corte appello roma

 

 

 

 

 

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